Da oltre 25 anni siamo un’azienda agricola biologica e questo riconoscimento ci richiede una estrema cura della lavorazione non solo del vino ma anche delle olive. L’azienda produce Olio extra vergine di Oliva D.O.P. Terre di Siena e Vino Doc Orcia. L’enorme complesso della tenuta comprende il centro accoglienza enoturisti e 5 antichi casali adibiti ad agriturismo. Quindi mantenendo viva la tradizione che accompagna la produzione del nostro vino da molto tempo, oggi siamo arrivati a commercializzare 20...
Da oltre 25 anni siamo un’azienda agricola biologica e questo riconoscimento ci richiede una estrema cura della lavorazione non solo del vino ma anche delle olive. L’azienda produce Olio extra vergine di Oliva D.O.P. Terre di Siena e Vino Doc Orcia. L’enorme complesso della tenuta comprende il centro accoglienza enoturisti e 5 antichi casali adibiti ad agriturismo. Quindi mantenendo viva la tradizione che accompagna la produzione del nostro vino da molto tempo, oggi siamo arrivati a commercializzare 20 mila bottiglie all’anno. La novità 2016, nata da un’idea di mia moglie Lee, sarà il Rosè elaborato da uve di Sangiovese.
Particolari sono anche i nomi dei vini e le loro etichette. Il nostro fiore all’occhiello è l’Assedio Rosso Orcia Doc, in memoria dell’assedio di Montalcino da parte delle truppe senesi, le quali risiedevano nella torre, adibita a granaio. L’etichetta è la copia della biccherna di Giorgio di Giovanni (1553) che rappresenta l’assedio di Montalcino, un’opera attualmente conservata nell’archivio di Stato di Siena. Nella raffigurazione si vede benissimo Castelnuovo Tancredi. L’Ammiraglio Orcia Doc e' un Sangiovese in purezza. Come già accennato prima, questo vino nasce per onorare mio nonno che fu ammiraglio della marina. Nell’etichetta di colore blu è raffigurata la torre spagnola che possediamo sulla costa vicino Orbetello, casa di caccia di Giacomo Puccini che mi nonno acquistò direttamente dal grande compositore italiano. L’Ambasciatore è un Igt Toscana e porta questo nome in onore di mio padre che era un diplomatico. Infine produciamo il Vinsanto Orcia Doc che prende il nome dalla storica cappella della tenuta che si chiama San Bartolomeo. Adesso il nuovo vino Rosè prenderà il nome di mia madre, Fiamma, venuta mancare poco tempo fa, alla quale era già dedicato uno Chardonnay Malvasia Orcia Doc, che purtroppo non produciamo perché abbiamo dovuto estirpare la vigna di provenienza a causa della scarsa produttività di quest’ultima.
Credo che l’Orcia Doc possa essere definito un vino tutto da scoprire. Una cosa che mi ha sempre colpito è la particolarità di alcune aziende che producono questa denominazione a coltivare i vitigni negli angoli più nascosti. Percorrendo il vasto territorio della Val d’Orcia, ciò che vedi a prima vista sono le dolci colline perfettamente coltivate dagli agricoltori, ma lungo la strada principale di vigneti non se ne trovano. Rimangono celati. Ecco perché un vino da scovare. Infine, se dovessi abbinare il vino Orcia Doc ad un genere musicale sceglierei la musica pop.